CATALOGNA – DIRITTO ALL’AUTODETERMINAZIONE

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Por Carles @Cjaumev i AnnA @annuskaodena.

Articolo tradotto da @BabelRepubliCat @BabelRepCat_IT http://www.babelrepublicat.cat/

Tutti i popoli hanno il diritto all’autodeterminazione.

Ultimamente si parla poco o molto del fatto che la Catalogna possa o no usufruire del diritto all’autodeterminazione e perché.

In questo articolo vogliamo esporre gli argomenti favorevoli a cui possiamo affidarci come popolo per esercitare questo diritto universale e democratico. Cominceremo cercando di definire e mostrare quali potrebbero essere gli argomenti da dibattere.

Diritti storici – Decolonizzazione

Tra gli anni 988 e 1714 la Catalogna fu un paese sovrano, prima da sola, più tardi confederata con altri regni in diversi stadi e forme, ma potette sempre conservare i suoi rappresentanti (Conti, Re, Viceré, Deputati), le sue istituzioni (Corti, Generalitat, Cancelleria, Corti di Giustizia), Leggi proprie (Usatges e più tardi Costituzioni dal 1283, l’ultima nel 1706), anche l’esercito (Almogaveri, Miquelets, Coronela, Terços), moneta e ambasciatori (Consoli di Mare). Firmava anche trattati con altri stati (Corbell con la Francia nel 1258, Genova con l’Inghilterra nel 1705). Tutte le caratteristiche che definiscono un paese indipendente. Certamente faceva parte di uno stato confederale (la confederazione catalano-aragonese) che rispettava le caratteristiche e singolarità di tutti i suoi integranti (Aragona, Principato della Catalogna, Valencia, Mallorca, Sardegna, Sicilia). 

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Trattato di Genova – Museo storico della Catalogna

Tutto questo, però, finì quando si produsse l’occupazione castigliana del 1714, che ridusse il nostro paese alla condizione coloniale. Le cronache dell’epoca parlarono della “fine della nazione catalana”. In gennaio del 1716, Filippo V emise il Decret de Nova Planta, abolendo la sovranità legislativa, finanziaria e giuridica della Catalogna, ed imponendo il suo controllo assolutista.

Risulta curioso che gli attuali politici spagnoli asseriscano che l’unità di Spagna è permanentemente indivisibile e indissolubile; sembra che ignorino che altri paesi si sono emancipati dal Regno di Castiglia/Regno di Spagna negli ultimi cinque secoli. Tutte le indipendenze salvo due (Sahara Occidentale e Guinea Equatoriale, definite colonie dall’ONU) furono illegali. Non venivano riconosciute come colonie né dalla legalità spagnola né da quella internazionale; semplicemente erano territori della corona o costituzionalmente spagnoli allo stesso livello di qualsiasi provincia peninsolare.

Paesi Bassi (1581)
Portogallo (1640)
Ecuador (1809)
Colombia (1810)
Messico (1810)
Venezuela (1811)
Paraguay (1811)
Argentina (1816)
Uruguay (1816)
Cile (1818)
El Salvador (1821)
Perù (1821)
Panamá (1821)
Nicaragua (1821)
El Salvador (1821)
Honduras (1821)
Costa Rica (1821)
Guatemala (1821)
Repubblica Dominicana (1821)
Bolivia (1825)
Cuba (1898)
Filippine (1898)
Guinea Equatoriale (1968)
Sahara Occidentale (1976)

Ovviamente la Spagna non riconobbe mai il diritto all’autodeterminazione di nessuno di questi paesi, e non accettò mai un esercizio di autodeterminazione ordinato e pacifico.

Tutti questi elementi giustificano anche troppo bene che, per motivi storici, i catalani vogliano riavere la sovranità che gli fu strappata e la sua restituzione, così come il diritto all’autodeterminazione.

La Restituzione è l’azione di restituire a tutta la Nazione Catalana le sue Leggi e libertà, che le furono prese dal diritto di conquista, l’azione di restituire la leggitimità e la sovranità alla Nazione. Altra informazione in www.devolució.cat.

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Giornata Nazionale della Catalogna l’11 settembre 2014 a Barcellona / David Ramos / Getty Images

Diritti Umani e Democratici – Carta delle Nazioni Unite

Va detto che il termine “colonia” non è chiaro per niente. È controverso addirittura in termini legali. Quali criteri vengono usati per decidere che è o non è una colonia? Perché Gibilterra (autodeterminata due volte) viene catalogata come colonia dall’ONU e Nuova Caledonia invece no? Se soltanto le colonie hanno il diritto all’autodeterminazione, perché la Francia riconosce il diritto all’autodeterminazione di Nuova Caledonia?

Quale sarebbe la differenza tra una colonia in Africa o in Asia e la Catalogna?

Prima del loro uso e conquista entrambi i territori disponevano in modo sovrano delle loro risorse, avevano una legislazione propria, avevano sviluppato la loro cultura, a volte la loro propria lingua, i loro rappresentanti erano indipendenti e sovrani per non dover obbedire ordini di qualsiasi altro territorio estraneo.

La Catalogna, a priori, non è una colonia, ma la negazione del diritto all’autodeterminazione e della realtà nazionale catalana da parte del Regno dimostra che la Catalogna fa parte della Spagna con la forza. La Catalogna è un territorio annesso alla Castiglia con la forza delle armi.

Dunque, si può negare il diritto all’autodeterminazione in Catalogna? Con quali argomenti?

Se il diritto all’autodeterminazione permette di liberarsi democraticamente dal colonizzatore, non permetterà la stessa cosa con l’invasore, conquistatore, dittatore e repressore?

Se il popolo di un territorio decide che non vuole più condividere il suo paese con l’oppressore, deve continuare a sopportare l’oppressione perché rompe la legalità dell’oppressore?

Se il diritto all’autodeterminazione consente di liberarsi democraticamente dal colonizzatore, non deve essere in grado di consentirlo anche dall’invasore, il conquistatore, il dittatore e il repressore?

Woodrow Wilson, alfiere della Società delle Nazioni (1920), chiaro precedente delle Nazioni Unite, aveva già capito nell’ambito della “Lega per fare effettiva la Pace” che il diritto all’autodeterminazione poteva diventare “la direttrice dell’azione politica internazionale”, al fine di offrire ai popoli e alle nazioni del mondo una porta d’accesso alla sovranità con mezzi pacifici.

Con la Carta delle Nazioni Unite, per preservare i rapporti di amicizia tra popoli e nazioni del mondo è opportuno conferire rilevanza di diritto fondamentale al diritto all’autodeterminazione che, nel 1966, fu integrato pure nel Patto internazionale sui diritti dell’Uomo, poiché i popoli e nazioni sono formati da persone che, nell’esercizio della propria libertà, hanno il diritto alla formazione politica e la sua logica determinazione.

Con la ratifica esplicita del Regno di Spagna, nel Patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR) e il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali si raccoglie anche, in modo imperativo, che il diritto alla libera determinazione delle comunità politiche esiste, occorre difenderlo e occorre rispettarlo. In questo senso, stupisce la costante negativa spagnola ad applicare e difendere un ordinamento giuridico sottoscritto in modo esplicito alla fine dei lunghi anni di dittatura del generale Franco, con l’intenzione di equipararsi, in tutti i sensi, a una democrazia occidentale moderna. Eppure, fino al 1º ottobre 2017, questo diritto è sempre stato rimandato. E così lo Stato spagnolo, quel giorno talmente importante nella storia del popolo catalano, contravvenne la Risoluzione 2625 dell’ONU, secondo la quale “ogni stato ha il dovere di promuovere, tramite azione congiunta o individuale, l’applicazione del principio dell’uguaglianza di sovranità di diritti e della libera determinazione dei popoli”.

Dopo che si saranno esauriti i procedimenti iniziati si vedrà la portata di questo inadempimento. Pertanto, è chiaro che il diritto esiste e il dovere pure. Il diritto dei catalani all’autodeterminazione e l’obbligo dello Stato spagnolo di rispettarlo, entrambe le categorie contemporaneamente.

Il Regno di Spagna, con il diritto internazionale pubblico in mano, deve compiere i patti che ha sottoscritto, i quali, oltre ad includere i principi formatori facenti parte della Carta delle Nazioni Unite e specialmente il diritto alla libera determinazione dei popoli, hanno già di per sé una natura normativa che lo obbliga, rispetto all’adempimento fedele dei patti internazionali (pacta sunt servanda).

Quindi, esiste il cosiddetto “diritto alla libera determinazione interna” e anche il cosiddetto “diritto alla libera determinazione esterna”. La via “interna” implicherebbe la volontà del Regno di Spagna di facilitare, in accordo con il diritto internazionale pubblico, la libera determinazione della Catalogna, stabilendo con l’ambito catalano una trattativa franca e chiara, di tipo bilaterale. L’uscita, pertanto, sta nella via dell’autodeterminazione esterna.

Il diritto alla libera determinazione è un diritto politico facente parte dei diritti fondamentali più basilari, è costitutivo della stessa natura umana ed è esplicitamente riconosciuto come tale nei Patti sottoscritti dal Regno di Spagna.

In uno scenario di parità di diritti, non è concepibile, in nessun caso, accettare con normalità la negazione sistematica del diritto alla libera determinazione dei catalani. Il Regno di Spagna, attraverso il governo e le istituzioni, ha optato per sviluppare un clima ideologico contrario al senso libero dell’esercizio di questo diritto universale.

Va rilevato che il referendum di autodeterminazione ebbe già luogo, con una partecipazione alquanto alta. Il risultato fu favorevole alla costituzione di un nuovo stato sotto forma di repubblica per la Catalogna. E pertanto, è del tutto pertinente agire di conseguenza e non accettare nessuna forma politica né soluzione provvisoria che implichi appannare questo risultato democratico e le sue conseguenze.

Secondo la Legge 19/2017, del 6 settembre, dal Referendum di autodeterminazione trapela un’eccezione giuridica che stabilisce che tutte le norme che potessero entrare in conflitto con l’esercizio del diritto fondamentale all’autodeterminazione restano condizionate o devono essere applicate in modo tale da garantirlo e proteggerlo, per cui si  stabilisce che i fondamenti di diritto di una possibile risoluzione giudiziaria non sono ammissibili se pregiudicano o condizionano l’esercizio basilare di questo diritto fondamentale di carattere collettivo. La Legge di Referendum di autodeterminazione, contro quanto è stato detto, non sovverte l’ordine giuridico vigente, semplicemente reclama uno spazio singolare.

Tagli allo Statuto di Autonomia 2006

Il 30 settembre 2005, il Parlamento approvò in modo solenne lo Statuto della Catalogna più ambizioso della storia. Quello Statuto, approvato con il referendum di 2006, subì molteplici tagli e una potatura definitiva da parte della Corte Costituzionale. L’attuale Statuto di Autonomia, votato dai catalani, c’entra poco con il testo approvato alla fine. Il PP raccolse delle firme contrarie e presentò un ricorso davanti alla Corte Costituzionale, che 4 anni dopo ratificò uno Statuto che non era quello votato dai catalani.

La Corte Costituzionale spagnola annullò 14 articoli e ne reinterpretò 27, svalutando la definizione della Catalogna come nazione e riportando otto volte “l’indissolubile unità di Spagna”.

  • Nazione, senza valore giuridico
  • Taglio del potere giudiziario catalano
  • Tagli contro il catalano come lingua preferita dell’amministrazione e dei mass media
  • Taglio alle vegueries (giurisdizioni amministrative medievali ripristinate dallo Statuto)
  • Taglio delle competenze su immigrazione
  • Taglio della portata delle competenze esclusive
  • Taglio delle competenze condivise
  • Taglio delle consultazioni
  • Taglio del ruolo del Difensore Civico
  • Taglio del controllo dei tributi dei comuni
  • Tagli dei servizi sociali
  • Tagli di competenze sulle casse
  • Taglio del carattere vincolante dei pareri del Consiglio di Garanzie statutarie

Leggi approvate nel Parlamento di Catalogna sospese dalla Corte Costituzionale

Perciò facciamo la Repubblica, perché tutte queste leggi siano possibili.”

Presentato ricorso alla Corte Costituzionale spagnola contro più di quaranta leggi catalane dall’approvazione dello Statuto di Autonomia di 2006. La grande maggioranza totalmente o parzialmente annullate, e il resto sospese come misura cautelare. Più della metà delle risorse riguardano politiche sociali e la riscossione delle tasse della Generalitat.

Uno dei casi più gravi è quello della legge sociale, sospesa dalla Corte Costituzionale, “di misure urgenti per far fronte all’emergenza nell’ambito dell’alloggio e della povertà energetica”. Praticamente, tutte le imposte create negli ultimi anni hanno a che fare con le risorse: l’euro per ogni ricetta medica, il tasso sui conti di deposito, alle centrali nucleari, agli operatori di rete, agli appartamenti vuoti…

Ecco qui l’elenco: https://www.esquerra.cat/ca/lleis-tombades-tc-catalunya

Rapporto dell’esperto indipendente delle Nazioni Unite, Alfred-Maurice de Zayas, Alfred-Maurice de Zayas

“L’Unione Europea poggia su tre pilastri: la democrazia, lo stato di diritto e i diritti umani. Quando ignori l’autodeterminazione, stai infrangendo tutti e tre”.

Ciò è dovuto al fatto che “l’autodeterminazione è un’espressione della democrazia e uno dei diritti umani fondamentali che appartengono a tutti i popoli. Concederla non è una prerogativa degli stati”.

C’è una buona ragione per la quale il Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici (ICCPR) include l’autodeterminazione nel suo primo articolo. Secondo questo stesso articolo, de Zayas argomenta che “ogni stato ha l’obbligo di promuoverlo. Non è soltanto che non debbano porci ostacoli. Hanno un obbligo positivo di avanzare. Pertanto, negare un referendum è assolutamente aberrante. In Europa è inconcepibile”.

“Oltre all’adesione agli strumenti internazionali più importanti sul diritto all’autodeterminazione, la Spagna ha votato a favore di parecchie Risoluzioni delle Nazioni Unite in appoggio a questo diritto.

Conclusione: “La Spagna si è obbligata internazionalmente a compiere il diritto all’autodeterminazione, senza riserve.”

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Originale IN
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Oggi, 22 luglio 2018, una sentenza della Corte Suprema sul caso di violenza di genere sulla bambina (figlia di Ángela González) assassinata dal padre, riconosce gli errori commessi dallo Stato nel caso e stabilisce gli effetti vincolanti delle raccomandazioni degli organismi di diritti umani ratificati dal nostro paese.

Il suo ragionamento giuridico, che stabilisce giurisprudenza e dottrina, va molto più in là di questo caso e chiarisce concetti basilari sulla responsabilità della Spagna nel compiere le raccomandazioni dei comitati delle Nazioni Unite e altri trattati del diritto internazionale sottoscritti dalla Spagna. La Corte Suprema ricorda inoltre che l’articolo 96 della Costituzione riconosce come parte dell’ordinamente giuridico interno la normativa internazionale previamente ratificata e pubblicata nel Bollettino Ufficiale dello Stato, e che l’articolo 10.2 della Carta Magna spiega che “le norme relative ai diritti fondamentali vanno interpretate in conformità alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e ai trattati e patti internazionali su questa materia.

Questa sentenza è rilevante perché afferma categoricamente che le raccomandazioni dei comitati delle Nazioni Unite sono vincolanti e di osservanza obbligatoria, e che uno Stato democratico e di diritto deve cercare i meccanismi e le vie per il loro adempimento. La sentenza rinforza in modo apprezzabile la protezione dei diritti umani in Spagna, e rende evidente che l’affermazione secondo la quale il diritto internazionale va benissimo ma non c’è l’obbligo di osservanza non è più una scusa.

Ogni giorno c’è più appoggio internazionale per il diritto all’autodeterminazione della Catalogna e dobbiamo continuare ad alzare la voce e ad intenazionalizzare il caso catalano finché non ci sarà riconosciuto questo diritto, un diritto che è stato violato dallo Stato spagnolo e che appartiene a tutti i popoli. La Catalogna non è un’eccezione. Andremo avanti fino ad ottenerlo, senza perdeci d’animo, fino alla fine. Perché ci appartiene.

VIDEO – Catalan Self-Determination (sottotitoli in inglese)


Fonti e link di interesse:

http://unilateral.cat/2018/05/17/com-exercir-lautodeterminacio-i-si-el-govern-autonomic-constitueix-un-entrebanc/ (Llorenç Prats)

http://unilateral.cat/2017/09/11/les-excepcions-juridiques-existeixen-el-cas-del-dret-dautodeterminacio/ (Llorenç Prats)

Dichiarazione universale dei diritti umani

Estatut d’autonomia
https://www.vilaweb.cat/noticia/3748884/20100629/sentencia-lestatut-obre-nova-era-politica-catalunya.html

Perspectiva de l’Organització de Nacions i Pobles No Representats (UNPO) sobre el dret a decidir
http://unpo.org/article/20827

Tribunal Supremo: las claves de una sentencia histórica que saca los colores a España
http://www.publico.es/sociedad/angela-gonzalez-tribunal-supremo-claves-sentencia-historica-saca-colores-espana.html

Catalonia Has a Right to Self-Determination / Catalunya té dret a l’autodeterminació
http://unpo.org/article/20348

http://thecatalanvoice.blogspot.com/2018/06/catalonia-right-to-secede-and-right-to.html

Legal Aspects of Self-Determination / Aspectes legals de l’autodeterminació https://pesd.princeton.edu/?q=node/254

International law allows unilateral indy / El dret internacional permet la
independència unilateral
https://ideasforeurope.eu/news/international-law-allows-unilateral-indy/

Five Lies They Tell to Deny Self-Determination
http://thecatalanvoice.blogspot.com/2018/07/five-lies-they-tell-to-deny-self.html?spref=tw

Les cinc falsedats amb què intenten negar el dret d’autodeterminació
https://www.vilaweb.cat/noticies/les-cinc-falsedats-amb-que-intenten-negar-el-dret-a-lautodeterminacio/

Vies per a l’autodeterminació – Informe per una Comissió d’experts internacionals
http://exteriors.gencat.cat/web/.content/00_ACTUALITAT/notes_context/FULL-REPORT-Catalonias-legitimate-right-to-decide.pdf


English

Catalonia – Right to Self-Determination

Original article by Carles @Cjaumev and AnnA @annuskaodena

Translated into English by AnnA @annuskaodena


Català

Catalunya – Dret D’Autodeterminació

Per Carles @Cjaumev i AnnA @annuskaodena 


Castellano

Cataluña – Derecho a la autodeterminación

Por Carles @Cjaumev i AnnA @annuskaodena

Traducción al castellano por @HaedusCrabittu


Italiano

Catalunya – Dret D’Autodeterminació

Per Carles @Cjaumev i AnnA @annuskaodena

Articolo tradotto da @BabelRepubliCat

http://www.babelrepublicat.cat/


Extracto traducido al inglés por AnnA @annuskaodenaCatalonia’s right to self-determination. Key aspects.

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